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Comunità metropolitana

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Comunità Metropolitana


Negli ultimi trent'anni Padova ha vissuto un'evoluzione che ne ha profondamente mutato i tratti, ridisegnando nel tempo i confini di un territorio caratterizzato da una fortissima integrazione con i comuni contermini.

Oggi l'integrazione tra comune capoluogo e il resto del territorio è sempre più stretta, sia per quanto riguarda le relazioni sociali e culturali, sia per le relazioni economiche.
Per il cittadino il grado di relazione con strutture e servizi di altre amministrazioni è talmente elevato da rendere ormai superata la dimensione tradizionale della sua appartenenza al singolo comune e alla collettività in cui risiede.

La città oggi si presenta come un continuum urbano con i comuni limitrofi, comuni che dimostrano di avere gli stessi problemi relativi alla mobilità, alla pianificazione urbanistica, alla tutela dell'ambiente, alla gestione dei servizi sociosanitari, e sentono in misura crescente la necessità di trovare momenti di incontro.

Padova ha quindi una nuova dimensione territoriale, un'area metropolitana che richiede una visione delle politiche più complessa.

 

La sfida attuale è quella di adeguare a questo sviluppo una metodologia di governance transcomunale che partendo dal basso sappia coinvolgere i vari comuni della cintura urbana.
E' necessario definire il profilo del nuovo ruolo che la città intende ricoprire nei prossimi decenni, definire il quadro di relazioni con il resto del sistema Veneto e con il sistema delle principali città europee.

L'omogeneizzazione del tessuto urbano e la conseguente necessità di ridisegnare i rapporti tra i comuni della cintura hanno portato nel 2002, il Consiglio comunale di Padova a istituire la commissione speciale "Città metropolitana". Il compito della Commissione è stato quello di aprire un tavolo, denominato CONFERENZA METROPOLITANA DI PADOVA, con tutti i i comuni "vicini" per prossimità e problematiche, su tematiche di importanza strategica al fine di superare la frammentazione delle politiche pubbliche locali.

Il 31 maggio 2003, grazie all'accordo dei comuni di Padova, Abano Terme, Albignasego, Cadoneghe, Casalserugo, Legnaro, Limena, Maserà di Padova, Noventa Padovana, Ponte San Nicolò, Rubano, Saonara, Selvazzano Dentro, Vigodarzere, Vigonza, Villafranca Padovana e della Provincia di Padova (successivamente hanno aderito i Comuni di Legnaro, Albignasego e Mestrino), si è costituita la Conferenza metropolitana di Padova con la volontà di sviluppare iniziative concertate in ambito metropolitano nelle varie sfere di attribuzione degli Enti locali al fine di coordinare azioni ed interventi ed ottimizzare le risorse.

La conferenza metropolitana di Padova vuole essere un organismo permanente di concertazione tra i comuni, un luogo in cui dar vita a politiche ad ampio raggio grazie a una nuova metodologia del territorio. Al tempo stesso, la Conferenza metropolitana, vuole porsi come soggetto capace di produrre studi e ricerche legati al governo locale utili alle Amministrazioni dei comuni aderenti.
Gli Enti che aderiscono alla Conferenza metropolitana si impegnano a svolgere azioni ed iniziative al fine di costruire una comune base di accordi organizzativi e funzionali con riguardo in particolare alle seguenti aree tematiche:


a. area economico - territoriale
sviluppo economico e pianificazione strategica;
pianificazione territoriale ed urbanistica (PATI Piano di assetto del territorio intercomunale);
mobilità, viabilità, trasporti ed altri servizi pubblici metropolitani;
pianificazione e tutela dell'ambiente;
grandi infrastrutture.

b. Area socio-culturale

servizi sanitari;
servizi sociali e assistenziali;
servizi culturali, turistici e informativi;
protocollo per la sicurezza.

c. Area amministrativo - finanziaria

bilancio, politiche tributarie e tariffarie;
servizi generali;
assistenza giuridico amministrativa;
reclutamento e amministrazione del personale;
forme di gestione dei servizi;
controllo di gestione e qualità dei servizi.
 

Attività promosse
La Conferenza metropolitana di Padova promuove:
l'assunzioni di posizioni comuni nei confronti delle politiche statali e regionali;
l'individuazione di forme e misure comuni di finanziamento di opere o interventi di interesse metropolitano, anche attraverso il ricorso a fondi comunitari, nazionali e regionali;
l'introduzione di elementi di armonizzazione delle politiche di pianificazione territoriale, programmazione economica e di investimento degli enti sottoscrittori armonizzando l'impegno delle risorse e facilitando il reperimento delle stesse;
l'individuazione delle forme di gestione ottimale dei servizi di ambito metropolitano.

 


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