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L’imposta di soggiorno e la parabola dei talenti. Finti tagli e false spese

Padova-alto"Sarà tagliata la tassa di soggiorno per un importo di 200 mila euro risparmiando sul costo d'iscrizione ad associazioni inutili per 167 mila". E' questa l'ultima boutade dell'amministrazione di Padova ad uso della infinita campagna elettorale. La domanda è: vero o falso?

Sul taglio si annuncia un'intenzione futura, nonostante il bilancio comunale sia stato approvato solo una settimana fa. Appare evidente che più che il valore finanziario dell'operazione quello che conta sia il racconto in funzione della propaganda politica.
Sulla spesa, l'inquilino di palazzo Moroni, autentico esperto nella manipolazione contabile, per poter sostenere il racconto di una spesa pari a 167 mila euro ha dovuto sommare il costo delle quote di iscrizione alle presunte "associazioni inutili" a partire dalla prima iscrizione. Emblematico il caso dell'associazione "Città sane" a cui il Comune di Padova è iscritto dal 1987 che, dunque, non in uno ma in 28 anni ha sostenuto una spesa di 63 mila euro, pari ad una quota annua di 2250 euro. Insomma, una balla spaziale spudorata. Stesso criterio è stato usato per "Avviso Pubblico", la rete degli enti locali fra cui la Regione Veneto, per la formazione civile contro le mafie.
Più che puntare ad un risparmio, che su base annua si rivela dunque irrisorio, sembra che l'amministrazione abbia come obiettivo isolare Padova dalle tante reti associative che le hanno consentito in questi anni di tessere relazioni positive per la sua crescita sociale e civile.
Sulla riduzione futura della tassa di soggiorno, per un risparmio dichiarato a beneficio dei turisti di 200 mila euro, va ricordato che è stata introdotta nel 2011 da tutte le città italiane e nel caso del Comune di Padova produce un'entrata che si aggira attorno ad 1,7 milioni di euro, entrata che è stata usata integralmente per la promozione turistica della nostra città. Va ricordato che con i proventi della tassa è stata realizzata tutta la nuova cartellonistica alberghiera, oltre alla nuova e moderna segnaletica turistica. E' stato potenziato il wifi cittadino. E' stata utilizzata, d'accordo con le associazioni di categoria, per l'arredo del cuore turistico della città, per la nuova illuminazione di Prato della Valle, per la realizzazione della piazza Eremitani prima ridotta a parcheggio anonimo e per altri interventi sempre in direzione del miglioramento dell'offerta della città. Insomma, quella che oggi qualcuno dichiara trattarsi di una tassa "odiosa" (odiosa evidentemente in misura ridotta, visto che non la elimina) è stata un volano per la crescita economica e turistica. Se è odiosa la si elimini; se la si mantiene, anche riducendola, si dica dove si investono quelle 'odiose' entrate.
Padova è quella che è oggi grazie agli investimenti fatti nel passato da una classe dirigente che possedeva una visione del futuro: da Enrico degli Scrovegni che spende soldi per arruolare Giotto, dall'Università che spende per chiamare a insegnare Galileo e si potrebbe andare avanti con l'investimento fatto a gloria di un santo straniero venuto a predicare e a morire nella nostra città.
Questa vicenda ci ricorda molto la parabola dei talenti che parla di un uomo che parte per un viaggio e affida i suoi beni ai suoi servi. A un servo affida cinque talenti, a un secondo due talenti e a un terzo un talento. I primi due, sfruttando la somma ricevuta, riescono a raddoppiarne l'importo; il terzo invece va a nascondere il talento ricevuto.
Al ritorno condanna il comportamento dell'ultimo, che non avendo idee, si limita a nascondere ciò che ha ricevuto, mentre gli altri vanno avanti.

Ivo Rossi

Padova 10 aprile 2015

Per chiunque voglia saperne di più sulla rete città sane promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità www.retecittasane.it , oppure su avviso pubblico www.avvisopubblico.it


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