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Baby gang all'Arcella: educazione e prevenzione per evitare che si trasformino in problemi di sicurezza

baby-gangLa nuova Amministrazione continua a inviare messaggi inquietanti sul fronte delle politiche rivolte ai minori.
Come è noto da molti anni i servizi sociali del Comune - tra le varie iniziative - hanno attrezzato appositi spazi in Città per prendersi cura di minori che sono bisognosi di essere seguiti nel tempo libero e quando sono fuori casa.
Alla base del sostegno c'è l'evidenza di una famiglia che, per ragioni diverse, non sempre è in grado di occuparsi dei figli. L'effetto dell'assenza produce il più delle volte l'avvio di esperienze negative da parte dei ragazzi (es. uso di sostanze e di alcol).


L'attività svolta dai servizi sociali si è sempre qualificata come animazione territoriale e vedeva, due/tre volte alla settimana, educatori professionali incaricati di seguire i minori proponendo stili di vita positivi e attività nel dopo scuola.
Attualmente sono circa 400 i minori in carico al sociale; gli educatori sono messi a disposizione dalle cooperative: Bottega dei ragazzi, Terra e Now. I centri attivi sono 8.
Si tratta di un investimento che produce i risultati nel tempo. A questo proposito, al di là dell'obbligo per il servizio sociale di prendersi cura dei minori con disagio, l'iniziativa ha sempre rappresentato un investimento per Padova in quanto richiede un costo decisamente inferiore a quello che la Città sarebbe chiamata a sostenere per le politiche della sicurezza necessarie a contrastare i comportamenti antisociali che i minori a rischio, non opportunamente seguiti, sono in grado di determinare.
Proprio in questi giorni c'è la prova, come riferiscono gli organi di informazione, che una baby gang all'Arcella semina danni e preoccupazione tra i residenti in via Bettella. In questi casi lo strumento d'elezione per affrontare la criticità - perché i minori con questi comportamenti esprimono un loro evidente disagio con il rischio di essere reclutati da adulti che delinquono - è quello della prevenzione perché quando è costretta ad intervenire la polizia i comportamenti spesso sono già irreversibili.
Quali sono dunque i messaggi della nuova Amministrazione che preoccupano sul fronte della mancata prevenzione?
- l'autorizzazione alle cooperative di riprendere le attività, dopo la pausa estiva, ad ottobre anziché a settembre come da prassi;
- la decisione, già comunicata alle cooperative che gestiscono il servizio, di non prorogare i progetti ad esaurimento del budget assegnato, per cui c'è questa azione, fondamentale per la sicurezza presente e futura. Potrà essere svolta solo per qualche mese ancora;
-la firma di tre determine di data 11 novembre con le quali il Comune ha ridotto del 10% il budget già assegnato alle cooperative, così che il servizio perde un incontro settimanale con i ragazzi.
E' necessario che la nuova Giunta rifletta su questi tagli, perché le politiche di sicurezza non sono solo quelle messe in atto con gli uomini in divisa ma anche quelle che, lavorando sulla prevenzione, determinano una città più sicura e in futuro, una minore spesa.


Ivo Rossi


Padova 26 novembre 2014


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