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Lanciato il satellite Gaia, pensato a Padova, mapperà l'universo

“Padova si conferma città che attraverso la scienza sa stare da protagonista sullo scenario internazionale. Il lancio del satellite Gaia di questa mattina conferma quanta innovazione di qualità la nostra città sappia esprimere. Sapere che un miliardo di corpi celesti saranno mappati con una precisione senza precedenti grazie alla tecnologia ideata a Padova ci dice quanto in alto, letteralmente, possa spingersi la conoscenza che nasce in questa città e quanto sia proficua l’apertura al mondo che ebbe a Padova il suo big bang nel 1222 quando il libero Comune riconobbe l’importanza dello studio patavino. Da quel momento per secoli l’intreccio tra la città e la sua università è diventato un abbraccio che è diventato una comunità in cui è impossibile vivere in maniera separata gli avvenimenti della sfera accademica da quelli della città e viceversa.

Questa mattina ho incontrato molti giovani ricercatori che hanno festeggiato con un applauso il successo delle varie fasi del lancio. C’è una intera generazione di giovani scienziati di cui i media spesso non si occupano. Ce ne accorgiamo solo quando alcuni di loro decidono di andare a portare il proprio sapere all’estero. Sono giovani competenti, con un orizzonte di impegno scientifico che travalica i confini dell’Accademia in cui sono cresciuti e i confini nazionali. Giovani europei prima che italiani, che lavorano silenziosamente ma con grande efficacia: eventi come quello di questa mattina devono essere anche momenti per sottolineare quanto sia importante il loro lavoro.
Già nei mesi scorsi ero stato presente ad un evento di analoga forza: la presentazione del primo stadio del progetto Iter che dovrebbe contribuire assieme ad altri centri di ricerca internazionale alla sperimentazione della fusione nucleare. Queste punte di eccellenza ci indicano quale sia una delle traiettorie future della nostra città: continuare ad essere, e cercare di farlo sempre meglio, crogiolo di intelligenze. Mi piace pensare alla Padova che verrà come una città dal fascino irresistibile per chi ha voglia di cimentarsi nella competizione globale della scienza, della bellezza e del progresso: da questo punto di vista l’università, l’Infn, la Torre della ricerca a cui proprio oggi la Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo ha destinato 600mila euro per la ricerca sulle neoplasie infantili, possono essere le stelle più brillanti di una galassia di opportunità di cui la città deve sapersi mantenere ricca”.

Ivo Rossi
19 dicembre 2013


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