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Oggi al NetCenter l’investitura di Rossi candidato sindaco

rossi innovazione

Tratto da "Il Mattino di Padova" del 30/11/2013 - Leggi l'articolo

Stamattina Ivo Rossi viene candidato ufficialmente sindaco da una cinquantina di personalità, politiche e non. Appuntamento al NetCenter, scelto appositamente in quanto luogo "neutro". Parlamentari (Santini, Naccarato, Miotto), consiglieri regionali e comunali (dall'area Cuperlo ai renziani), assessori e dirigenti Pd, intellettuali e società civile: tutti raccolti in una sorta di comitato con il compito di «invitare» Rossi a reggere anche la maratona della campagna elettorale con le Primarie di coalizione e il voto vero di primavera.

Il percorso elettorale. È l’inizio del dopo-Zanonato: Padova da governare senza il leader maximo dell’ultimo quarto di secolo. L’investitura con la liturgia che esige il rinnovamento nel solco della continuità, quanto il plebiscito democratico. Alle 11.30, nel grattacielo griffato Aurelio Galfetti a Padova Est, debutta la smart city hall di Ivo Rossi chiamato ad ascoltare amici vecchi e nuovi, tutti sostenitori convinti, politicamente interessati a far viaggiare la città futura fra tram e nuovi orizzonti. L’organizzazione della giornata è stata curata con attenzione. Escluso l’utilizzo di sale e spazi del Comune per una questione di stile. Si è rinunciato anche a via Beato Pellegrino e piazza De Gasperi, perché il “varo” della candidatura di Rossi non cozzasse con la vigilia delle Primarie del nuovo segretario nazionale Pd. Infine, scartate anche scenografie troppo poco sobrie e libere: di conseguenza, niente Fiera né centro congressi.

Giaretta e Feltrin. Alla vigilia, Rossi si è affidato ai suoi «beati paoli» preferiti: Giaretta, ex sindaco e politico di lungo corso, e Feltrin, spin doctor ben al di là dei sondaggi. E soprattutto ha di nuovo evitato di farsi trascinare nelle polemiche del Pd che in Comune perde i pezzi. Giornata di lavoro a palazzo Moroni, con l’impegno serale al convegno della Fondazione Menato. E stamattina ultimi ritocchi al discorso di accettazione.

«Di Zan non penso niente». Ieri sera, arrivando alla sala convegni dell’Oic alla Mandria, Ivo Rossi ha dribblato anche la notizia della candidatura di Alessandro Zan che ha anticipato il suo programma. «Su quello che dice l’onorevole Zan non penso niente, ne parliamo dopo il voto dell’8 dicembre...» replica a margine del convegno «Padova: sviluppo, innovazione, coesione sociale». È la lezione per il futuro nel ricordo di Ruggero Menato, a dieci anni dalla scomparsa. Rossi non si è lasciato sfuggire nessuna anticipazione sulla sua Padova futura. Ha solo rivolto un appello accorato alla società civile perché non abbandoni la politica dei palazzi: «Il bisogno di futuro è forte nella nostra città» ha esordito di fronte alla platea della Fondazione Menato, «E per questo abbiamo bisogno che la società civile sia attenta e partecipi alla vita politica, pronta a suggerire ma anche a richiamare i partiti, che non devono essere lasciati soli. Altrimenti aumenta il rischio di errore e scollamento dalla società stessa».

Cittadini sentinelle. Rossi confida e rivela di avere bisogno dei cittadini come una sorta di sentinelle: «Abbiamo costituito la Fondazione Menato cinque anni fa e da allora lavora indefessa per mettere a confronto idee e prospettive» sottolinea il sindaco reggente, «Non abbiamo solo la necessità di cogliere il messaggio di Menato, ma dobbiamo continuare la sua opera: un luogo capace di riflettere sulle trasformazioni, un luogo neutro capace di indagare le necessità di una città per poi passare il testimone ai partiti. Ruggero ha saputo indagare e interpretare il futuro con numeri e rigorosa indagine». Alla vigilia dell’investitura ufficiale, Ivo Rossi riannoda i fili della memoria e della storia. «Ricordo la battaglia sul tram, quando, a cavallo tra il 1998 e il 2000, Menato ha accettato di presiedere il Comitato cittadino sul referendum, affinché la città non perdesse un'occasione di esprimersi» ha spiegato, «E’ stata una prova di democrazia».

La linea del tram. Infine, un accenno simbolico: «Sono trascorsi dieci anni dalla malattia di Ruggero e proprio nei giorni scorsi il Senato ha approvato un finanziamento alla nuova linea tranviaria» ha concluso, «E’ la dimostrazione del successo di un progetto che si muove attorno ad un'idea». All’Oic, c’era anche Paolo Giaretta (presidente della Fondazione Menato) che ha ricordato la sua generosa figura: «Sono dieci anni che questo amico ci ha lasciati. Il ricordo deve essere aperto al futuro. La competitività


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