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La Città metropolitana piace al Piovese

Articolo tratto da "Il Mattino di Padova" del 17 novembre 2012

2df5e719240c7dd469afbfaf1dfe59ddSala gremita giovedì sera all'incontro sul tema del riordino delle Province. Un'assemblea pubblica voluta dall'amministrazione per illustrare alla cittadinanza le prospettive legate al passaggio di Padova alla Città metropolitana di Venezia e che, in qualche modo, è servita a "tastare il polso" della compagine amministrativa locale. Chiara la linea del vicesindaco di Padova Ivo Rossi e del sindaco di Sant'Angelo Romano Boischio, favorevoli al passaggio della città del Santo a Venezia e concordi nell'assegnare due note di demerito. Alla Regione «grande assente» e colpevole «di aver deciso di non decidere» quando si trattava di ridisegnare i confini delle attuali province secondo i criteri stabiliti dal governo, che ha poi provveduto direttamente accorpando Padova con Treviso. E alla Provincia, rea di non aver interpellato gli enti locali. «A fronte della totale assenza istituzionale» ha detto Boischio «bene ha fatto Padova a fare un passo in avanti». Rossi ha parlato di una «importante opportunità» per «riscrivere il sistema della pubblica amministrazione».

 In questo senso guardano alla laguna il sindaco di Arzegrande, Luca Sartori e il primo cittadino di Codevigo, Graziano Bacco. Atteggiamento più cauto quello del sindaco di Legnaro Ivano Oregio Catelan, che ha espresso preoccupazione in merito al "peso" riconosciuto ai singoli Comuni nell'operazione e al rischio di una socializzazione del debito con Venezia. Si sono succeduti quindi al microfono gli interventi di Vincenzo Nizzardo (Unione artigiani); Adriano Pozzato (Cisl Padova); Mauro Salvato (docente all'Università di Padova) e Severino Veggian (portavoce delle categorie economiche del Piovese). Sulla scorta di Padova, i consigli comunali saranno chiamati ad esprimersi in merito all'adesione alla Città metropolitana. L'auspicio del vicesindaco Rossi è che si raggiunga il consenso della maggioranza dei comuni padovani.


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