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Sono solo Sondaggi, niente di più

Ivo Rossi senza rivali batte anche la Casellati

Il vicesindaco Pd ottiene il 44 per cento di preferenze nel centrosinistra e vince la sfida con l’ex sottosegretario alla Giustizia ferma al 20 per cento

Ì maghi dei sondaggi sostengono che mai nessun assessore al Traffico è uscito assolto dal tribunale dell’opinione pubblica nell’ Italia che protesta per le code e il caos ai semafori. Grandissima è stata quindi la sorpresa dello staff della Ispo di Renato Mennheimer quando ha vagliato le risposte del report effettuato a Padova: in cima alla lista delle opere promosse a pieni voti nel test del ricordo spontaneo c’erano le strade e le rotatorie con un gradimento del 20% e poi il tram (17%) seguito dal passante di Mestre e dalle piste ciclabili. E le proteste? Pochissime.

Dopo aver analizzato la valanga di dati, lo staff ha emesso il suo verdetto: chi è mai questo Ivo Rossi che ottiene il 44% di gradimento nel duello con il sottosegretario Elisabetta Casellati, ferma al 20%?

E’ l’assessore al Traffico e attuale vicesindaco, hanno risposto dall’associazione industriali di Padova, che aveva commissionato la ricerca.

 

L’Ispo, ad essere sinceri, ha indagato diversi scenari: le prospettive economiche che sono pessime per l’80 % del campione; l’outlook sul Veneto considerato più competitivo rispetto all’Italia; il federalismo fiscale e il governo del territorio. E poi ha sondato anche il vento elettorale perchè a settembre sembrava matura l’ora per la discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo, passato due mesi prima a portare il suo messaggio agli imprenditori al Papa Luciani: l’Italia ha bisogno di una svolta per uscire dalla crisi, la stagione di Berlusconi è conclusa. Fin qui nulla di nuovo, se non fosse per la scelta del Quirinale che quindici giorni fa ha insediato Mario Monti a Palazzo Chigi bloccando ogni tentatazione di elezioni anticipate. Stop: alle urne si andrà in primavera per abolire il Porcellum, la pessima legge elettorale che l’ex ministro Calderoli ha lasciato in eredità, assieme alla strampalata idea di federalismo maturata nei tabià di Lorenzago con l’amico Tremonti.

E il sondaggio della Ispo? Prova a simulare alcuni scenari. E così emerge che in città, il candidato sindaco più gradito nel centrosinistra per il dopo Zanonato, si chiama Ivo Rossi che ottiene il 25% di preferenze. Alle sue spalle si piazza Piero Ruzzante, consigliere regionale Pd, ex parlamentare e poi Alessandro Zan, assessore all’Ambiente. Entrambi ottengono l’8% di preferenze e ciò dimostra che il leader di Sel è la vera sorpresa della politica padovana. Infine arriva Andrea Colasio, l’assessore alla Cultura che spera di tornare in parlamento magari al posto del senatore Paolo Giaretta.

Sul versante del centrodestra, come possibili candidati si indica un panel di quattro nomi: in testa al gradimento con 14 preferenze risulta Maurizio Saia, storico leader di An in città, poi alleato di Fini ed ora approdato in Coesione nazionale-Io Sud Forza del Sud. Al secondo posto Barbara Degani, presidente della Provincia di Padova e l’ex sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Casellati. Infine c’è anche Massimo Bitonci, che a marzo 2012 non sarà più sindaco di Cittadella e cerca un futuro a Padova, a dispetto del doppio incarico di deputato del Carroccio.

Ultimo scenario: il duello nella sfida a sindaco del 2014.

Ivo Rossi ottiene il 44% di gradimento dall’elettorato di centrosinistra e stacca nettamente sia Piero Ruzzante che Alessandro Zan e Andrea Colasio. Sul versante opposto in testa per autorevolezza e prestigio si piazza Elisabetta Casellati, seguita da Maurizio Saia e dal leghista Bitonci. Ultima della lista Barbara Degani.

Rossi intercetta il massimo gradimento anche dall’elettorato di centrodestra: dopo la sua lunga militanza nei Verdi, il vicesindaco è approdato nella Margherita e poi nel Pd con il profilo dell’amministratore intento a costruire con Zanonato una città sempre più attraente e competitiva in termini di servizi pubblici.

Il punto di forza resta il tram.

Questo capitolo del sondaggio, ammettono a Confindustria, è rimasto segreto proprio per non trascinare l’associazione in una contesa ideologica del tutto estranea al ruolo dell’associazione degli imprenditori. Ma i risultati sono chiari:

il centrosinistra a Padova gode di un appeal nettamente superiore rispetto alla coalizione di centrodestra, che ora dovrà fare i conti con l’opposizione della Lega Nord. Il primo banco di prova ci sarà alle amministrative del 2012: il Carroccio è pronto a correre da solo in molti comuni.

E a Padova? Tutto fermo fino al 2014. A meno che alle politiche del 2013 il sindaco Zanonato non accetti l’idea di guidare il Pd nella circoscrizione di Padova-Verona-Vicenza e Rovigo. C’è l’oltraggio di Calearo da cancellare. E poi ci sono le primarie, rivendicate a destra e a sinistra come unico strumento di selezione della classe politica. Quindi i sondaggi sono inutili? A Milano, però, l’Ispo si sta ancora chiedendo: come ha fatto Rossi a superare il test del traffico?


Albino Salmaso

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