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Gli ultimi tweet

Chiesanuova-protestaSiamo di fronte ad un sindaco che si comporta da capo-manipolo, che usa la polizia municipale come strumento per combattere i fantasmi delle libertà che non sopporta, che vorrebbe cancellare tutte le voci di dissenso, che intimidisce chi non ostenta il fazzoletto verde, che lancia anatemi contro i media che educatamente osano riportare posizioni diverse dalle lodi. Al momento si limita al "manganello" delle sanzioni amministrative e delle minacce via facebook. Ma non è detto si fermi qui.

 

Mattino auditorium15

allarme-stazioneNegli ultimi anni è stata la fonte a cui si sono abbeverati raccontando che era tutta colpa del sindaco. Ed era la fonte della verità. Ora, con una situazione peggiorata, come testimoniato da quegli stessi commercianti che lo scorso anno avevano riposto fiducia nelle facili parole dell'attuale inquilino di palazzo Moroni, diventano falsità.
Allora non ho mai negato i problemi e, con umiltà e determinazione cercavamo di affrontarli su più piani: dalla sicurezza, alla qualità urbana e alla viabilità. Raccontare balle è certamente più facile che produrre fatti e che il Re stia sempre più mostrando le sue nudità lo dicono tanti fra quelli che si erano accodati solo un anno fa.
Oggi invita i suoi a boicottare chi descrive ciò che vede, dimostrando di possedere una visione da MinCulPop.

Gazzettino baristi

spritz2Se la verità quasi mai paga, specie in campagna elettorale, è anche vero che le promesse iperboliche possono garantire un consenso nell'immediato, ma nel lungo periodo (ahimè) hanno gambe corte che non portano lontano, come le bugie.
La vicenda dell'apertura dei bar fino alle 2 di notte e della patente a punti promesse da Bitonci ne sono una plastica dimostrazione.
A pochi giorni dal voto amministrativo, durante l'assemblea in sede Appe avevo spiegato ai baristi che la città è un organismo complesso: può vivere bene se poggia su un sereno equilibrio, per quanto difficile da trovare, tra le attività commerciali e la quiete a cui hanno diritto non solo i residenti, ma anche i turisti che soggiornano negli alberghi. Senza dimenticare la responsabile compartecipazione delle persone che girano la città di sera, in particolare gli studenti. Dopo il mio intervento, agli stessi baristi parlarono Massimo Bitonci e Maurizio Saia, che promisero tutto e subito.

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Mattino-4-3-2015 Salone

prostituzioneNuovo proclama emesso alla vigilia della partenza per Roma prevede inasprimento sanzioni contro prostitute e clienti. In otto mesi  si è perso il numero delle misure immaginate e ordinate. Un ritmo che offusca quelli emessi dall'Isis, sempre prontamente rilanciati come veri, quasi che un proclama al giorno togliesse il problema di torno. Ma è così? I dati, forniti dalla Polizia Locale, in risposta ad un quesito che ho posto a dicembre, raccontano una realtà molto diversa dalle parole.
Nel periodo febbraio maggio 2014 durante gli ultimi 4 mesi dalla mia amministrazione, la Polizia Locale ha elevato 142 sanzioni, colpendo in modo energico il degrado generato dalla prostituzione su strada e allontanando i clienti dalle zone poste sotto controllo.
Nel periodo 1 giugno 2014, 15 gennaio 2015, dunque in otto mesi di amministrazione Bitonci Saia Buffoni le sanzioni sono state appena 92. Con il ritmo precedente, senza aggiungere l'attivismo padano, avrebbero dovuto essere almeno 280. Siamo invece sotto addirittura di due terzi.

Questi sono i fatti, anche per chi ogni giorno è chiamato a raccontarli, il resto quando va bene sono opinioni prive di fondamento, che però hanno bisogno del megafono e di chi è disponibile a prestarlo.

Padova probabilmente merità di più del solo racconto. 

UnitaItalia"Padova è una delle pochissime città in cui c'è un solido rapporto collaborativo fra tutte le istituzioni e chi le rappresenta. Un clima di concordia e di amicizia fra le persone che è un patrimonio raro che aiuta a risolvere problemi, come non accade in nessun'altra città in Italia". A riferirlo Prefetti, questori, comandanti dei carabinieri e guardia di finanza e altri responsabili con cui siamo entrati in relazione e con cui abbiamo collaborato proficuamente in questi anni.
Un patrimonio legato alla sensibilità degli uomini che non va mai dato per scontato, che va alimentato giorno dopo giorno. E infatti basta poco perché il clima si deteriori, che università e città diventino corpi estranei, che la Camera di commercio diventi un avversario, che i responsabili delle forze dell'ordine vengano strumentalizzati nel gioco di parte. Insomma, che un patrimonio di fiducia venga cancellato in pochissimo tempo e che la freddezza e la diffidenza prevalgano.
Quando le cerimonie, fino a ieri solenni, diventano occasioni per dividere anziché unire la comunità il futuro che si annuncia, e che ormai si intravvede, rischia di immiserire tutto e tutti. E il danno è già fatto. Così tutto diventa strumentale, funzionale alla rissa permanente. Ha senso?

Ivo Rossi

Moroni-atA poco meno di un anno dall'insediamento, l'amministrazione di un Palazzo Moroni sempre più trasformato in un fortino chiuso e impenetrabile, si accinge a cambiare frettolosamente il regolamento del Consiglio Comunale. Si tratta di modifiche che qualcuno potrebbe derubricare come per addetti ai lavori, o di rilievo apparentemente non decisivo. Infatti si sta parlando di riduzione dei tempi di discussione degli argomenti e delle azioni ispettive, di eliminazione di alcuni strumenti quali la cosiddetta mozione incidentale e la verifica del numero legale nel corso della discussione, che, sullo sfondo, puntano a sterilizzare l'organo di rappresentanza dei cittadini trasformandolo in un piccolo teatrino addomesticato ed insignificante.

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tram-revocaIl comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), nel corso della seduta odierna, preparatoria di quella di domani, ha proposto la revoca del finanziamento per il Tram di Padova che la città, grazie all'impegno congiunto del relatore alla legge di stabilità Giorgio Santini, al Ministro Flavio Zanonato (governo Enrico Letta) e all'amministrazione allora guidata dal sottoscritto era risuscita a far inserire in legge.

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altavelocitaE' dal 1990 che i progetti e la discussione sull'alta velocità si arricchiscono di nuovi capitoli, mentre le opere sono su un desolante binario morto. Ora, a imprimere una nuova contorsione, arriva una stravagante proposta di collocare la stazione Alta Velocità a San Lazzaro, spostando in un eterno domani il momento delle decisioni condivise. L'ha comunicato Zaia all'assemblea degli industriali informandoli di aver finanziato uno studio di fattibilità per una spesa di 50 mila euro. E così riparte il circo della chiacchiera infinita, delle discussioni a vuoto senza conseguire risultati e tanto meno opere. C'è una ragione, fra le altre, che probabilmente spiega perché l'ultimo anno questa sia diventata la regola: i protagonisti provengono tutti da fuori città, con questa hanno poca dimestichezza, poco sanno di Padova e dell'idea di futuro che la città ha via via sviluppato, e dunque obbligano il mondo a fermarsi, a ripartire da zero, perdendo tempo, soldi, opportunità, energie preziose ed allontanando investitori seri che hanno bisogno di certezze e non di continui cambi di rotta.

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