Il Veneto dei sette nani e lo spezzatino di Venezia

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Ci si è spesso interrogati sulle ragioni per cui il Veneto, in passato considerato un gigante economico e allo stesso tempo un nano politico, non contasse nulla a “Roma”.  Una risposta la sta dando in questi giorni il consiglio regionale chiamato ad esprimere il giudizio di “meritevolezza” alla quinta proposta di separazione del comune di Venezia, nel frattempo diventato capoluogo della città metropolitana omonima. Il possesso di una visione strategica circa il ruolo fondamentale che le città esercitano nella competizione economica e dunque nella crescita di un territorio, unita alla ragionevolezza politica e ai dettami della stessa legge istitutiva della città metropolitana avrebbero dovuto indurre il consiglio a cassare con un “basta, non se ne può più” una proposta priva di senso e contro legge.

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Il cors'ivo - In ginocchio da... Zaia

Zaia ginocchioUna volta ci si inginocchiava di fronte al crocefisso.
Adesso ci si genuflette di fronte agli sventolatori di fazzoletti verdi che, all'occorrenza, rispolverano il leone di San Marco, quelli che confondono la gestione aristocratica del potere con la democrazia.
La migliore risposta ai nostalgici è quella che diede Giorgio Baffo, un poeta di solito interessato a tutt'altre faccende, che attorno 1760, descrive così la decadenza della Repubblica: "le gran teste mancando se ne va, / e no resta de qua se no i cogioni". "No se pensa che all'ozio, al lusso, al ziogo, / e i libri, che se studia sulla sera, / xe 'l mazzo delle carte, o quel del cogo. / Debotto non ghè più zente da guera, / e, se ghe n'è, questi no ha visto el fogo; / come puorla durar in sta maniera?".

http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2016/08/30/news/zaia-fa-inginocchiare-i-sindaci-della-lega-1.14034431

(foto: da Il Mattino)

Il tema delle regole e dei mandati dei sindaci

Gazzettino Claudio2

“I delitti di Abano”, i virus e gli hacker delle regole

Schermata 2016 07 23 alle 17.28.34Ha fatto bene Mario Bertolissi a ritornare sulla scena delle degenerazioni di Abano Terme, sugli effetti perversi prodotti dalla pluralità (3+1) dei mandati a sindaco, e sul rapporto malato di una parte della pubblica opinione con chi, in virtù di una carica, diventa padrone e despota di cui aver paura. Paura non a caso evocata qualche giorno fa da un dipendente che avrebbe ammesso di aver truccato le gare non per interesse personale, ma, appunto, per paura. Paura quale conseguenza di una presa capillare del potere attraverso il collocamento di propri uomini di fiducia nei gangli strategici dell'amministrazione pubblica.

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Al tram bisogna crederci. L'esempio di Padova e Venezia

Da Il Gazzettino di Mestre-Venezia, di Maurizio Dianese, 27 giugno 2016

"... I tecnici possono dare indicazioni, nulla di più, ma se manca la politica..."

"... Il punto è che a Venezia il Comune non crede nel tram e si vede, ma anche a Padova il sostegno è sempre più tiepido."

"... a Padova quando c'era un intoppo interveniva il sindaco e l'assessore Rossi. Per questo non abbiamo mai avuto problemi."

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