Non Basta un Sì

leon1Il referendum e le necessarie riflessioni del Pd

Lettera aperta inviata nei giorni scorsi ai componenti la direzione regionale

Cari amici, fra poco più di un mese si celebrerà il referendum voluto da Zaia sull'autonomia, che come tutti ormai riconoscono, nulla aggiungerà al negoziato con lo Stato, che da ben 16 anni il Veneto avrebbe potuto aprire ai sensi dell’art. 116, 3° comma della Costituzione. Che la Lega sia poco interessata alle competenze ritenute essenziali per il futuro della nostra comunità, mentre appaia sicuramente più interessata al conflitto permanente con lo Stato, oserei dire in quanto guidato dal nostro governo, è certificato dagli ultimi fuochi accesi con le richieste: che il dialetto veneto sia riconosciuto come lingua minoritaria, con l'obbligatorietà che sui palazzi delle prefetture sventolino il leone di San Marco, per finire con la secessione, poi rientrata grazie all'opposizione sociale che nel giro di due giorni ha ricondotto Zaia alla ritirata, del provvedimento no Vaccini.

Insomma, se a questi episodi si aggiunge che la campagna di Zaia è tutta centrata sulla dimensione fiscale e sull'autonomia speciale (già contenuta nelle proposte e cassate dalla Corte Costituzionale e che non rientrano negli ambiti del 116 Cost.) appare fin troppo evidente il moto di "secessione leggera" impresso alla campagna referendaria. Bisogna in questo riconoscere a Zaia e soci una coerenza con il 5* quesito cassato dalla Corte che prevedeva, è importante non dimenticarlo, l'indipendenza del Veneto.

Di fronte a questo quadro l’altra sera a Padova il nostro segretario nazionale Matteo Renzi ha usato parole definitive, bollando l'appuntamento del 22 ottobre e il contenuto del referendum come INUTILI. Una posizione chiara per un partito a forte vocazione nazionale ancorata a salde radici autonomiste, parole che sembrano aver risvegliato un senso di comunità e di appartenenza fra i nostri militanti ed elettori che avvertono l’estraneità del fraseggio leghista dal nostro bagaglio culturale.

E proprio perché mancano ormai poco più di quaranta giorni al voto penso sia necessario fornire orientamenti comprensibili, in linea con un pensiero diverso e alternativo alla subcultura leghista, che rischia di isolare il Veneto e di portarlo ad uno scontro permanente con il resto della comunità nazionale ed in primo luogo con il Pd che incarna il governo e un destino nazionale.

Non fingo di non sapere che la direzione ha già espresso una posizione che viene definita Sì critico, ma le parole di Renzi e la necessità di chiarezza di obiettivi e di riferimenti ci obbligano a riconsiderare o a rivalutare questa nostra posizione, anche spiegando ai tanti che non hanno capito, in cosa si manifesti la critica. Insomma, per dirla con Renzi della riforma costituzionale, questa volta, #nonbastansì.

Un caro saluto

Ivo Rossi

Padova 10 settembre 2017

http://www.ivorossi.it/sito-nuovo/la-politica/348-verso-la-venexit-dall-autonomia-differenziata-all-indipendenza-referendum-su-cosa

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