L’ira di Medicina: condannati al declino, e Padova non può permetterselo. Nuovo ospedale, da Plebani parole chiare

plebaniChiunque non sia indifferente al possibile declino della scuola medica e della sanità padovana non può che leggere con estrema preoccupazione la presa di posizione della facoltà di medicina, attraverso il suo direttore di Dipartimento. La scuola medica è un ‘asset’ strategico della città e un suo declino condizionerebbe negativamente tutto il nostro sistema, con gravi ripercussione sul reddito delle famiglie e sul loro benessere, senza contare sulla loro salute. Tre anni sono stati buttati in modo demenziale da Bitonci, il quale cambiando continuamente ipotesi e localizzazione del nuovo polo ospedaliero, ha provocato uno dei più grandi delitti verso la sanità padovana mai commessi.

Altro tempo non può essere buttato, anche se mi rendo conto del peso condizionante del garbuglio creato da chi pensava alla sanità di Padova come se si fosse trattato di quella di Cittadella. Questa città, dopo anni di chiacchiere, aveva raggiunto una straordinaria convergenza sulla localizzazione del nuovo ospedale nella zona Stadio, una convergenza sottoscritta prima da 18 (diciotto) amministrazioni comunali - e dunque non il solo comune di Padova - e, infine, sottoscritta dal presidente Zaia, dal rettore Zaccaria, dal presidente della provincia Degani e da chi scrive, per il comune di Padova. Insomma, una convergenza fra istituzioni e parti politiche (anche diverse) mai raggiunta prima, segno tangibile che se prevale il bene della città e della regione le divergenze si superano. Buttare questo patrimonio è stato un delitto, ma si può e si deve recuperare. Se il comune è chiamato alla scelta localizzativa, vedo con preoccupazione un dibattito che riparta dall’anno zero su una proposta già valutata (come ci ricorda Plebani) e dichiarata (agli atti e non con le parole), non perseguibile dai migliori esperti che ci hanno lavorato per anni. E, in ogni caso, su una scelta che compete alla regione. Sono certo che il primo a non volere che la città perda questa straordinaria occasione, sia proprio il sindaco. Per questo, pur comprendendo che sia costretto a fare i conti con qualche piccolo gruppo oltranzista interno che vorrebbe dettare la linea, sono certo che si tornerà sulla strada maestra, che solo la cecità di Bitonci poteva abbandonare. E, d’altra parte, non vedo come possa essere immaginabile una strada che isoli la città dalla sua università e dalla stessa regione con il rischio di una insostenibile palude.

Ivo Rossi

plebani2

Mattino ospedale ovest

 

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