Dal tram all'ospedale, l'inaffidabilità dei pataccari della Lega e Forza Italia e delle coalizioni nate solo 'contro'

tre carteDopo due anni e mezzo - come se vivessimo in una città qualsiasi e non in quella che coltivava giustificate ambizioni - siamo ancora al punto di partenza e la città e la sua amministrazione sembrano sempre più come un criceto in gabbia, intento a far girare la ruota in direzione del nulla.
Quando il sindaco ricorda a Forza Italia, attraverso il mattino di Padova, che sull'ospedale: "Io non ho mai cambiato idea. Ho sostenuto per un anno il "nuovo su vecchio". Ma la Regione e soprattutto l'Università non hanno voluto. Il Bo ha chiesto un'area di almeno 500 mila metri quadri. Non si può più tornare indietro”.


Quando dice questo, ricorda al partner di FI che la bugia del ‘nuovo su vecchio’, quella che insieme avevano raccontato, quella che si erano trovati ad improvvisare, era stata un espediente per affrontare la campagna elettorale, per poter dire qualcosa di diverso, consapevoli che si trattasse di una versione che non poteva reggere alla prova degli atti. Glielo dice con la naturalità del baro che si rivolge a chi gli ha tenuto bordone e oggi non capisce il distinguo, in quanto tutti e due sapevano quali fossero le posizioni della Regione e dell'Università. Tutti e due sapevano, come da tradizione di quella coalizione, che un conto sono le "verità" della campagna elettorale, un altro sono quelle del giorno dopo, le verità amministrative, fatte di atti, di impegni e di accordi di programma. Verità scritte prima della primavera 2014, in cui erano stati protagonisti i loro sodali, dalla Lega di Zaia alla stessa Forza Italia, protagonisti che guidavano la regione e la provincia. Una verità che ha visto protagonisti l'università e tutta la scuola medica.

Il richiamo alla realtà di oggi, racconta il mare di bugie e di giochi delle parti, testimonia la balla raccontata da Lega e Forza Italia durante la campagna elettorale. Un racconto che prima proponeva la ristrutturazione dell'ospedale attuale, poi diventato "nuovo su vecchio". Una storia che non stava in piedi, estranea agli atti, agli impegni solenni di Zaia che vagheggiava prime pietre, utile solo a prendersi gioco di tutti quei cittadini che alle verità, ancorché per taluni scomode, preferiscono le bugie di qualche avventuriero e dei suoi seguaci. Quegli stessi che poi si rinfacciano reciprocamente di essere venuti meno alla parola data. Insomma, quella che oggi Forza Italia rivendica come coerenza è invece l'esplicita dichiarazione dell'inaffidabilità collettiva di quei protagonisti delle patacche elettorali, anche di quelli che oggi si travestono da vergini che hanno subito violenza.
Sapevano e gli andava bene.
L'unico dato oggettivo, una verità non discutibile, è che sono stati buttati via due anni e mezzo, la città è arretrata e profondamente divisa, e anche dover tornare a ragionare per l'ennesima volta su questo tema, con questi protagonisti è, ahimè, esercizio vano, utile al massimo a dar aria ai polmoni. Una testimonianza che quando le coalizioni si costruiscono senza sapere dove andare, magari contro qualcuno, prima o poi i fatti si incaricano di smentirti. Era già successo nel 1999 dove la giunta nata contro il tram si era dovuta rimangiare tutto.
Protagonisti diversi, o quasi, ma storie che si ripetono, come se le lezioni non ci costassero un prezzo altissimo. Augurandosi che la lezione serva. A tutti.

Ivo Rossi

Padova 14 ottobre 2016

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