La città con Giordani e Lorenzoni per uscire dal tunnel

IMG 4951Fra pochi giorni saremo chiamati a decidere se affidare la guida della città a chi l’ha trasformata in un laboratorio della divisione rancorosa e dell’autoisolamento impaurito, oppure a chi, consapevole delle grandi potenzialità culturali, economiche e umane, intende impegnarsi per liberare le energie di una comunità solida, che ha bisogno di ritrovare fiducia e consapevolezza in se stessa e nei propri mezzi.

E’ una sfida decisiva, perché altri anni di stagnazione sarebbero esiziali per il futuro di tutti noi, delle famiglie e delle imprese. E’ una sfida che non riguarda solo noi, riguarda anche il Veneto, sfibrato dagli scandali del Mose e dalla dilapidazione del più grande patrimonio di ricchezze private e di fiducia collettiva (Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca) mai avvenuta prima.

Leggi tutto...

Il nuovo ospedale di Padova e la pax leghista siglata in riva al lago

lago Padova MattinoE' utile ritornare sulla richiesta avanzata da Zaia nel 2014 - e ribadita nei giorni scorsi - di realizzare una “no fly zone” attorno al nuovo ospedale, per evitare che il bombardamento elettorale possa creare macerie tali da rendere difficile la ricostruzione. Ricordiamo purtroppo ancora bene quali siano stati nel 2014 gli effetti di quell’accorato invito sul sodale da Cittadella (a cui Zaia a malincuore ha recentemente portato la sua benedizione), il quale fu protagonista di un ‘lancio di ordigni’ contro l’accordo di programma firmato da Zaia con il sottoscritto, il rettore Zaccaria e il presidente della provincia Degani.

Leggi tutto...

Il cors'ivo - La No Fly Zone della Padova leghista e i bombardamenti dei suoi

ospedale a estCome se nulla fosse. Esattamente come nella primavera del 2014. Zaia ci riprova anche nel 2017. Dopo aver firmato nel luglio 2013 l'accordo di programma con il comune, la provincia e l'università, durante un incontro a palazzo Balbi, chiese allora alla "politica" una "no fly zone" sull'ospedale, troppo importante per diventare ostaggio della campagna elettorale. A bombardare la "no fly zone" di Zaia fu il suo compagno di partito che delle parole di Zaia se ne infischiava bellamente, dimostrando quanto a cuore gli stesse l'interesse Padova. E allora Zaia, sul suo appello calpestato, non ebbe nulla da dire. Adesso ci riprova confidando che la memoria sia esercizio di pochi.

Zaia ospedale

Più dell'opera strategica poté il kebab

Mattino ospedale16

E il nuovo ospedale, l’opera strategica, finisce in commedia

gallina volo2di Ivo Rossi, Gianni Berno, Claudio Sinigaglia. Continua senza sosta la commedia degli equivoci attorno al nuovo ospedale, fatta di dichiarazioni e di impegni solenni, validi ovviamente fino alla successiva immancabile smentita. Richiamati dal rettore dell’Università di Padova al rispetto dei tempi pattuiti, Zaia ha virilmente risposto che “la Regione è sul pezzo”, mentre il balbettante Comune ha ribadito che sì, in effetti, è in possesso di un’area, ma che per i 120 mila metri quadrati mancanti, i privati hanno qualche difficoltà a cederla.
In poche parole, quell’area di Padova est i privati sarebbero disponibili a cederla solo con la certezza che l’ospedale si faccia. Ed è evidente che qualche dubbio comincia ad allignare anche in chi ha coltivato e sperato in un sindaco che sapevano sì benefattore, ma non così incapace. Uno si chiede: come mai questa riluttanza, visto che hanno già ottenuto la cubatura e le destinazioni graziosamente e generosamente concesse dal Comune? La risposta appare evidente: la pur notevole cubatura concessa dal Comune pur di ottenere l’area, ha un valore solo qualora l’ospedale venga effettivamente realizzato, diversamente diventa una cubatura di carta, dal valore simile a quella precedente il cambio di destinazione. Come a dire che l’affare si fa solo se il vantaggio procurato passa dalla virtualità alla realtà. E qui di nuovo ci si ferma.

Leggi tutto...

Dal tram all'ospedale, l'inaffidabilità dei pataccari della Lega e Forza Italia e delle coalizioni nate solo 'contro'

tre carteDopo due anni e mezzo - come se vivessimo in una città qualsiasi e non in quella che coltivava giustificate ambizioni - siamo ancora al punto di partenza e la città e la sua amministrazione sembrano sempre più come un criceto in gabbia, intento a far girare la ruota in direzione del nulla.
Quando il sindaco ricorda a Forza Italia, attraverso il mattino di Padova, che sull'ospedale: "Io non ho mai cambiato idea. Ho sostenuto per un anno il "nuovo su vecchio". Ma la Regione e soprattutto l'Università non hanno voluto. Il Bo ha chiesto un'area di almeno 500 mila metri quadri. Non si può più tornare indietro”.

Leggi tutto...

Expo, Olimpiadi e nuovo ospedale. Padova al bivio per Roma

croce rossaC’è un filo rosso che lega le vicende dell’ospedale di Padova all’Expo di Milano e alle Olimpiadi di Roma: il filo delle città che coltivano l’ambizione di giocare un ruolo da protagoniste nel futuro e il filo delle classi dirigenti che si assumono l’onere della responsabilità verso un’opinione pubblica disorientata e rassegnata; un banco di prova decisivo in primo luogo per una sinistra moderna e per quella che una volta si sarebbe definita la borghesia.
A Milano, dove con tutta evidenza esiste una borghesia che continua ad incarnare una solida funzione civile, l’Expo - la cui candidatura è stata promossa congiuntamente dal governo Prodi e dal sindaco Moratti - è stata attuata dalla sinistra di Pisapia con il decisivo sostegno di un Matteo Renzi nel ruolo di interprete di un’Italia che non si abbatte e affronta le sfide, consapevole dei suoi mezzi. Anche in quella città le sirene del No si sono levate alte, così come le preoccupazioni del possibile malaffare affaristico mafioso o tangentaro. Ma più forti sono state le ragioni del futuro – quelle che oggi vedono Sala protagonista - e il desiderio di offrire a una vetrina mondiale il manifesto del riscatto dell’Italia. Si sono combattuti i ladri, non le opere.

Leggi tutto...

Nuovo ospedale: per i padovani o per i maneggi di politici e speculatori?

GiarettaL'intervento di Paolo Giaretta:

http://www.paologiaretta.it/2016/06/nuovo-ospedale-per-i-padovani-o-per-i-maneggi-di-politici-e-speculatori/

"...Solleviamo tutti questi problemi perchè il rischio vero è che non si faccia alcun ospedale, o lo si faccia talmente tardi da compromettere la competitività della sanità padovana."

"...Vedremo, ma qualsiasi cittadino è in grado di capire che un cronoprogramma è una esercitazione astratta se manca la cosa essenziale: un piano finanziario. Ma i soldi non ci sono, si sa solo che intanto c’è il rischio di pagare un danno enorme al proponente del project, soldi per i danni invece che per le opere. Addirittura Zaia chiede al rettore dell’Università di andare a cercarsi i soldi a Roma!"

L'acquitrino non c'era e la relazione era solo un contributo. L'ospedale nella palude dei veggenti del quartierino

LAutunnoLeggendo la nota dell’ing. Pinato, - autore della relazione che ha trasformato un appezzamento coltivato a granoturco in una palude adatta al riso o all'itticoltura - nota allegata agli atti della seduta del 7 giugno 2016 del Comitato di coordinamento per la realizzazione del nuovo polo della salute di Padova, mi è tornata alla memoria la sentenza del Tar del Veneto n. 588 del 25 maggio 2015 con la quale sono stati annullati gli atti del Comune e della Regione - in ordine alla realizzazione del nuovo ospedale - in quanto quest’ultima, come sostiene la sentenza, non poteva revocare l'accordo semplicemente “prendendo atto della posizione assunta dal Comune, contraria alla realizzazione del polo della salute nel sito di Padova Ovest”, non essendo sufficiente, come argomento, che il Comune avesse cambiato idea.

Il Tar, in particolare, rilevava che “il ripensamento operato dal Comune di Padova sul tema della localizzazione del nuovo ospedale, motivato, per quanto emergeva dalla DCC n. 500/14, in relazione a problematiche di carattere idrogeologico legate a timori di allagamenti del sito di Padova Ovest, ….”, e dunque riteneva che “le amministrazioni coinvolte dovevano, per poter interrompere legittimamente il procedimento, valutare l'idoneità delle soluzioni offerte dal proponente rispetto alle problematiche suddette e valutare le soluzioni in contraddittorio…”.

Leggi tutto...

Nuovo ospedale nella palude dei veggenti. Dibattito

nuovo ospedale dibattito

Nuovo ospedale: quando la politica abdica, inventa paludi e asseconda imprenditori veggenti

chirurgia"... Per allontanare le ombre e dare una risposta ai padovani, la cosa più saggia sarebbe tornare all'accordo di programma del luglio 2013, costruito attraverso una pianificazione condivisa e sottoscritta da tutti i sindaci della cintura. E anche dal governatore Zaia..."

Segue rassegna stampa 5 giugno 2016

Leggi tutto...

Claudio Dario abbandona l'Ulss di Padova per Trento.... prima che la barca affondi

DarioNuova sfida, come sostiene Zaia?
Improbabile per un direttore generale con quel profilo, non a caso fino a qualche mese fa alla guida dell'Azienda più importante del Veneto e successivamente dell'Ulss.
Improbabile per uno che è stato il motore e il punto di riferimento nella predisposizione di tutti gli atti indispensabili per la realizzazione del nuovo ospedale, sia pur costretto dalla volubilità e inaffidabilità della politica a cambiare per strada valutazioni e atti.

Più probabile si tratti di una decisione maturata a seguito proprio dell'inversione radicale di rotta in atto nella sanità padovana, e della sua confusa contraddittorietà. La vicenda dello Iov a Castelfranco prima, ma soprattutto quella di Pediatria di queste settimane, probabilmente lo ha portato ad una valutazione generale sul proprio ruolo all'interno di una Ulss estromessa dalle scelte strategiche. Con un territorio sempre più ininfluente. Con processi di centralizzazione regionale che ricordano la vulgata sull'ottusa burocrazia centralistica romana.

Leggi tutto...

La sanità padovana senza timone. Nella deriva Pediatria emigra al Sant'Antonio. Piove di Sacco cuore della ‘Grande Padova’

santantonio2Si capisce ogni giorno di più la ragione per cui Verona stia progressivamente diventando la struttura di riferimento per la sanità del Veneto e di come Padova, in preda alla confusione di questi ultimi due anni, stia perdendo posizioni giorno dopo giorno. La politica della divisione, praticata scientificamente, non ci sta portando da nessuna parte. L'unico risultato è l'indebolimento della città.
Di fronte a questa situazione viene da pensare alla necessità di un grande patto per la salute, per la sua organizzazione sanitaria, un patto fra tutte le forze politiche e sociali per superare divisioni esiziali. Verona è un esempio di patto per la città che l’arricchisce, mentre Padova è esempio di come le divisioni la indeboliscano.

Leggendo le cronache degli ultimi due mesi, conseguenza della convulsa, contraddittoria, equivoca e "pasticciata" gestione del nuovo ospedale, ci si rende conto come il dilettantismo regni sovrano e stia producendo uno spezzatino della nostra prospettiva di salute con la previsione prima di trasferire lo Iov a Castelfranco, e oggi, con il via libera del vertice tecnico della sanità regionale, al trasferimento del dipartimento pediatrico dall’Azienda ospedaliera al Sant’Antonio.
Anche se possono sembrare questioni solo apparentemente tecniche, in realtà rimandano a questioni strategiche.

Leggi tutto...

L'ospedale nella palude e le sfuriate di Zaia

2013 Zaia e Ivo firmaCaro Presidente, caro Luca,
ho letto oggi che la situazione di stallo in cui si trova l’iter per la realizzazione del nuovo ospedale, peraltro prevedibile, ha provocato una tua giusta sfuriata - anche se tardiva - nei confronti di chi ti ha messo in queste condizioni. Posso capire il disagio provato da uno che ci ha messo la faccia e, a dispetto delle più volte annunciate pose della prima pietra, si ritrova a fare i conti con un’opera sempre più in alto mare, dove le parole hanno finito per sostituire le pietre. So bene che quella di oggi, nonostante il comprensibile tentativo di dissimulare i conflitti e le incomprensioni personali, è una situazione che sei stato costretto a subire a causa dei “ricatti” politici a cui sei stato sottoposto dal sindaco pro tempore della città. Per chi vive a Padova è cosa nota.
Ma anche tu hai delle responsabilità, perché, inutile ricordatelo, avevi già sottoscritto un accordo di programma con tutti gli enti ancora nel luglio del 2013. E, non va dimenticato, quell’accordo era frutto di un lungo lavoro durato anni, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni.

Leggi tutto...

Crocevia Padova est

teatro anatomicoTrascrizione dell'intervento di Ivo Rossi al dibattito organizzato da Italia dei Valori, il 12 marzo 2016, in sala Sala Caduti di Nassiriya a Padova, con Antonino Pipitone e Sergio Dal Prà.

Vai al testo integrale dell'intervento di Ivo Rossi

La dismissione della sanità padovana a favore di Verona e Treviso

ospedalevecchio2"... La regione a guida leghista, in cui batte fortissimo un cuore pedemontano e trevigiano, fa sapere che la scelta di far traslocare lo IOV a Castelfranco rappresenta una soluzione temporanea, perché a Padova non ci sono gli spazi. Dopo il potenziamento e il primato di Verona, adesso segue quello dell'Ulss di Treviso..."

 

Vai all'articolo de Il Mattino 13-3-2016

Il cors'ivo - IOV e Pediatria

PediatriaA chi chiederemo conto di due anni buttati al vento e di essere ancora nel guado per la realizzazione del nuovo ospedale? Ricordo che nel luglio 2013, in occasione della firma dell'accordo con la regione, università e provincia, si era consapevoli di essere in ritardo rispetto all'obiettivo indicato fin dal 2003/4. Che le strutture avessero problemi non rinviabili, era cosa nota, senza contare i problemi di logistica ospedaliera. Ed era noto che la struttura che più preoccupava dal punto di vista statico, per la compromissione delle sue strutture in cemento armato fosse, ed è, il monoblocco, su cui si finge di sorvolare.
Chi risponderà per questi enormi danni alla città compreso il trasloco dello Iov?
E ancora qualcuno pensa che il passaggio ad est sia una scelta neutrale e casuale ....

Crocevia Padova est

convegnoPipitone

La lega trasloca lo Iov a Castelfranco. E Padova perde un altro pezzo di sanità e ricerca

iovHa ragione il Rettore della nostra università ad essere preoccupato e a chiedere con forza che la testa e il cuore dello Iov (Istituto Oncologico Veneto), rimangano a Padova. Ha ragione a difendere un presidio fondamentale per la nostra scuola di medicina. Purtroppo non si può non notare come in questa vicenda, essenziale per l'intera città e non solo per l'università, l'amministrazione sia assente, così come silenti sembrano associazioni di rappresentanza che in passato avrebbero immediatamente colto come la sottrazione di funzioni primarie avrebbe potuto indebolire l'intero sistema città. La regione a guida leghista, in cui batte fortissimo un cuore pedemontano e trevigiano, fa sapere che la scelta di Castelfranco rappresenta una soluzione temporanea, perché a Padova non ci sono gli spazi. 

Leggi tutto...

Il corsivo - Inchieste, marescialli, genio e zona ‘protetta’

mattinowebLeggendo oggi la notizia dell’inchiesta in corso per la nuova sede dell’Arpav, si scoprono informazioni che immagino dovessero rimanere riservate: “il maresciallo voleva che esaltassi l’inadeguatezza idraulica di Padova ovest”, afferma un noto dirigente tecnico del Genio, incaricato anche da Zaia di valutare Padova ovest.
Padova ovest? La palude di Padova, la zona acquitrinosa, la pozza di fanghiglia dove il Comune, la Regione e l’Università, in un irripetibile accordo di programma, nel 2013 volevano costruirci sopra il nuovo Ospedale? Ma come avevamo potuto essere così improvvidi? Come avevamo potuto non tener conto di tutti questi suggerimenti a “fin di bene”?

Leggi tutto...

Dialogo con Paolo Giaretta sopra opere, idee di futuro, affari e affaristi

metropda Paolo Giaretta, pubblicato il 6 febbraio 2016, da Realtà padovana

Caro Ivo, hai fatto bene a ricordare ciò che scrivevi un anno fa sulla fantomatica stazione dell’alta velocità ferroviaria a San Lazzaro (http://www.ivorossi.it/sito-nuovo/la-citta/214-l-alta-velocita-delle-parole-e-il-binario-morto-delle-opere-2).

Il problema dell’epoca che attraversiamo è la sparizione della memoria nel dibattito pubblico. Calvino nelle sue Lezioni Americane più di un quarto di secolo fa (quando gli intellettuali davano gli occhiali per guardare lontano) rilevava che già allora eravamo bombardati da una nuvola di immagini che si dissolveva immediatamente come i sogni, senza lasciare traccia nella memoria. Figurarsi oggi tra post, twitter, social, multimedialità. Tanta comunicazione in cui si perde il filo di un orientamento. Del resto Jonathan Swift, il corrosivo autore dei “Viaggi di Gulliver, scriveva in un suo fortunato saggio, L’Arte della Menzogna Politica, che “vi è un punto fondamentale che distingue il bugiardo politico dagli altri esperti di quest’arte: egli necessita di breve memoria”.

Leggi tutto...

L’alta velocità delle parole e il binario morto delle opere 2.0

altavel7Un anno fa, a proposito dell'inutile stazione al Alta Velocità a San Lazzaro, scrivevo le considerazioni qui sotto riportate. Ci sarà qualcuno che pagherà per una spesa inutile di cui si conosceva già l'esito? 

L’alta velocità delle parole e il binario morto delle opere

E’ dal 1990 che i progetti e la discussione sull’alta velocità si arricchiscono di nuovi capitoli, mentre le opere sono su un desolante binario morto. Ora, a imprimere una nuova contorsione, arriva una stravagante proposta di collocare la stazione Alta Velocità a San Lazzaro, spostando in un eterno domani il momento delle decisioni condivise. L’ha comunicato Zaia all’assemblea degli industriali informandoli di aver finanziato uno studio di fattibilità per una spesa di 50 mila euro. E così riparte il circo della chiacchiera infinita, delle discussioni a vuoto senza conseguire risultati e tanto meno opere. C’è una ragione, fra le altre, che probabilmente spiega perché l’ultimo anno questa sia diventata la regola: i protagonisti provengono tutti da fuori città, con questa hanno poca dimestichezza, poco sanno di Padova e dell’idea di futuro che la città ha via via sviluppato, e dunque obbligano il mondo a fermarsi, a ripartire da zero, perdendo tempo, soldi, opportunità, energie preziose ed allontanando investitori seri che hanno bisogno di certezze e non di continui cambi di rotta.

Leggi tutto...

Dialogo con Paolo Giaretta sopra il valzer di aree mobili e di interessi che si dispiegano

areePd(risposta all'intervento di Paolo Giaretta) Caro Paolo, e se i fondi internazionali di investimento, di cui si legge l’interesse per l’area di Padova ovest, fossero fondi costituiti all'estero con capitali nostranissimi (ancorché privi di nomi e cognomi)? Se si scoprisse che hanno fatto sentire il loro “peso” nelle scelte, attratti dai vantaggi che potrebbero ricavare su quell’area fatta mimetizzare da improbabile palude? Se fosse stata un’opera di “moral suasion” interessata, a liberarla dall'ingombrante ospedale?
In fondo, quelle aree - non va mai dimenticato - erano state acquistate 15 anni fa su suggerimento di un’amministrazione di centro destra della città. L’indicazione era chiara: farci un grande centro commerciale. Vuoi vedere che erano così fessi da volerlo fare su una palude e per giunta di continuare a scommettere su quell’area? E’ ovvio, dunque, che con l'arrivo dell'ospedale quell’affare sia svanito e il valore delle aree si sia dimezzato. Posso immaginare, e persino comprendere, il disappunto di chi si è visto sfumare l’affare. Possiamo persino immaginare che se una cosa l’ho pagata 60, pensando di farli diventare mille e se la prospettiva (facendo l’ospedale) mi si riduce quando va bene a 30, è ovvio che farò di tutto per impedire che questo accada. Farò patti con il diavolo e, se serve, cercherò amministratori sensibili, che “capiscano” il mio problema. E’ comprensibile, ognuno fa i suoi interessi, meglio se trova rappresentanti pubblici comprensivi. Tutto qua? No.

Leggi tutto...

Video-racconto di un Ospedale chiamato... desiderio...

ospedale itineranteOK

Seguimi su Facebook

IN EVIDENZA

Dialogo sopra centri commerciali travest…

Ivo Rossi - avatar Ivo Rossi

Caro Paolo, a leggere il dibattito di questi giorni su stadio e centri commerciali sembra di assistere ad un film già visto molte volte, con attori ringalluzziti che recitano copioni...

Galileo, chi era costui? Nuovo Ospedale …

Ivo Rossi - avatar Ivo Rossi

di Ivo Rossi, Claudio Sinigaglia, Gianni Berno Sulla stucchevole telenovela del nuovo ospedale le parole si sono sprecate e immaginiamo che per il cittadino medio siano diventate un insopportabile rumore...

L’ammaina bandiera della borghesia padov…

Ivo Rossi - avatar Ivo Rossi

I volti imbarazzati e il disagio dei presenti qualche giorno fa alla cerimonia dell’alzabandiera alla caserma Salomone, con sindaco e prefetto che non incrociano nemmeno lo sguardo, restituiscono la misura...

Il sito web usa i cosiddetti cookie per migliorare l’esperienza dell’utente. Fino a che non si sarà premuto il tasto - Accetto i cookies - nessun cookies sarà caricato.

Leggi l'informativa sull'utilizzo dei cookies

Hai rifiutato l'utilizzo dei cookies. Potrai cambiare la tua decisione in seguito.

Hai accettato l'utilizzo dei cookies. Potrai cambiare la tua decisione in seguito.