Nuovo su Tavecchio per andare oltre la s(Ventura)ta eliminazione

J. LowL’hanno fatto tutti. Sono stato persino amichevolmente rimproverato di occuparmi d’altro mentre il dramma nazionale dell’eliminazione dell’Italia si consumava. Inutile dire che la delusione è stata grande, che mai nel corso della nostra vita cosciente (nel ’58 ero infante) avevamo assistito ad un mondiale senza la nostra nazionale.  Lo faccio ora, probabilmente unendomi al coro delle banalità di quelli del giorno dopo, per dire che quella eliminata era una squadra, dal presidente Tavecchio all’allenatore Ventura, che non mi ha mai emozionato, che è sempre sembrata priva di idee.

Che ripeteva sempre lo stesso schema, che non dava mai l’impressione di un guizzo di fantasia, di poter andare in porta, ad eccezione, nell’ultima partita, di alcuni tocchi deliziosi di El Shaarawy, calciatore rimasto nel cuore dei tifosi padovani e non a caso tenuto in panchina. Nella squadra dal volto anonimo, del calciatore qualunque, la fantasia e il genio non potevano che essere banditi.  

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Il cors'Ivo: Da Treviso a Ostiglia in bicicletta, lungo la più lunga pista ciclabile del Veneto che attraversa la provincia di Padova

Zaia OstigliaL’inaugurazione di oggi della passerella ciclopedonale Treviso-Ostiglia, alla presenza del presidente Zaia, è una buonissima notizia, che testimonia come cambino i tempi e, forse, anche la sensibilità ambientale di questa nostra terra.
Proprio il sedime della vecchia ferrovia dismessa è stata al centro, nella seconda metà degli anni ‘90, di uno scontro durissimo in Consiglio regionale del Veneto fra la maggioranza, a trazione Forza Italia e Lega, guidata per l’occasione dal consigliere Casarin che voleva trasformarla in camionabile, e il capogruppo dei Verdi (Ivo Rossi) che la voleva invece destinata e vincolata alla ciclabilità.

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Non Basta un Sì

leon1Il referendum e le necessarie riflessioni del Pd

Lettera aperta inviata nei giorni scorsi ai componenti la direzione regionale

Cari amici, fra poco più di un mese si celebrerà il referendum voluto da Zaia sull'autonomia, che come tutti ormai riconoscono, nulla aggiungerà al negoziato con lo Stato, che da ben 16 anni il Veneto avrebbe potuto aprire ai sensi dell’art. 116, 3° comma della Costituzione. Che la Lega sia poco interessata alle competenze ritenute essenziali per il futuro della nostra comunità, mentre appaia sicuramente più interessata al conflitto permanente con lo Stato, oserei dire in quanto guidato dal nostro governo, è certificato dagli ultimi fuochi accesi con le richieste: che il dialetto veneto sia riconosciuto come lingua minoritaria, con l'obbligatorietà che sui palazzi delle prefetture sventolino il leone di San Marco, per finire con la secessione, poi rientrata grazie all'opposizione sociale che nel giro di due giorni ha ricondotto Zaia alla ritirata, del provvedimento no Vaccini.

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L’autonomia da Galan a Zaia. Il Veneto verso il referendum (1)

leonNegli ultimi settant’anni il Veneto, da terra d’emigrazione, è diventato grande. E’ cresciuto grazie all’intelligenza e alla laboriosità di chi ha saputo creare impresa, di chi ha inventato i distretti industriali, di chi ha generato benessere creando lavoro, di chi con la valigetta in mano è andato alla ricerca di nuovi mercati. Allo stesso tempo, quella società così vitale ha affidato alle istituzioni - in cui ha allevato una parte dei propri figli affidando loro le funzioni di comunità - il compito di organizzare l’infrastruttura del bene comune, fatta di piattaforme industriali, di reti di comunicazione, di strutture dei servizi, di sanità e di servizi di prossimità gestiti dagli enti locali, connotate tutte dalla ricerca di efficienza. Accanto, ma quasi in simbiosi, ha sviluppato l’infrastruttura del risparmio e del credito a servizio della crescita.

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Verso la Venexit - Il referendum del 22 ottobre fra autonomia, indipendenza e agitazione politica

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Referendum, autonomia differenziata, indipendenza, secessione, devolution, Venexit, sono gli ingredienti della maionese che sarà servita il 22 ottobre ai cittadini del Veneto. Per provare a comprendere i termini di ciò su cui saremo chiamati a esprimere il nostro orientamento, è utile tornare ai fondamentali, ovvero agli atti, per evitare di essere travolti dalle parole che, sempre di più, rischiano la perdita di senso e dunque di falsare le nostre letture. La consapevolezza di cosa sia l’autonomia differenziata è il presupposto essenziale per un voto responsabile, o anche per decidere che, posto nei termini in cui ce lo ritroveremo sulla scheda, quella del 22 ottobre è  una chiamata alle urne che non merita il nostro concorso. 

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