La città metropolitana riparte dopo tre anni di blackout

città metropolitanaLa Comunità Metropolitana di Padova torna a riunirsi dopo tre anni di blackout imposto dal cittadellese. E’ una buona notizia, perché finalmente si ritorna a coltivare una dimensione dello sviluppo e della soluzione dei problemi della città, senza chiudersi dentro mura virtuali cadute ormai da decenni. E’ bene che i sindaci riprendano a parlarsi e a condividere soluzioni nel comune interesse.

Si tratta di una pratica che va coltivata con pazienza e con amore, che va alimentata ogni giorno per vincere le resistenze dei campanili che inevitabilmente si manifesteranno. Ricordo solo, a titolo di esempio, come la città metropolitana nei dieci anni in cui l’ho presieduta, pur fra luci e ombre, ha saputo andare oltre la angusta visione paesana producendo il primo piano di assetto territoriale intercomunale. Un risultato costato oltre 120 incontri fra sindaci, assessori e tecnici dei 18 comuni, con la partecipazione della provincia e dei tecnici della regione. In quella occasione, lo ricordo solo perché si tratta di un tema che è stato azzerato dal luddismo bitonciano che considerava i sindaci della cintura degli zero, ebbene quei 18 sindaci, e non uno solo, hanno sottoscritto la previsione di realizzare il nuovo ospedale in zona stadio, la cosiddetta soluzione Padova ovest.  Si è trattato di un tema affrontato in modo assolutamente partecipato, con discussioni vive sul futuro dell’organizzazione della città e della sua scuola medica, esempio ancor oggi di una buona pratica da riprendere, anche ritornando a quella indicazione, che il PATI ancora contempla. Indicazione che vale anche per Zaia, che assieme al comune di Padova, all’Università , alla Provincia e allo IOV sottoscrisse quel PATI e, nel 2013, quell’accordo di programma che apriva una nuova fase, bruscamente interrotta dal desiderio suicida dell’azzeramento di ciò che era stato prodotto prima.

Bene dunque che riparta la città metropolitana, con l’augurio che tutti si convincano che anche una piccola cessione di sovranità può far fare un grande salto politico, culturale ed economico alla nostra città. E in tempi in cui tutti si dividono e chiedono di seccedere da qualcosa sarebbe davvero un risultato straordinario.

Buon lavoro 

Ivo Rossi

Padova, 4 ottobre 2017

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