Nota sul piano delle medie e grandi strutture di vendita

allegati-cartografie-p3Nel corso delle ultime settimane, a seguito delle critiche avanzate da più parti in occasione della riapertura dei termini per "l'acquisizione di proposte per Piano per il Commercio al Dettaglio su area privata, pianificazione delle medie e grandi strutture di vendita" e della contestuale "Ridefinizione dl Centro Storico" il sindaco ha sostenuto in più sedi che la ridefinizione del centro storico sarebbe stata presentata a causa di un presunto errore nella formulazione adottata nella delibera approvata dalla Giunta da me presieduta.

Per questo ritengo opportuno che i vostri associati possano farsi un'idea su quanto sta accadendo stando ai fatti. E i fatti sono quelli che stanno negli atti e non nelle parole brandite come armi verso chi manifesta opinioni diverse.
Le amministrazioni, ovviamente, sono libere, nei termini previsti dalla legge, di fare le scelte che ritengono più adeguate per il disegno della città che hanno in mente. Quello che non possono fare, pena la perdita di credibilità, è raccontare bugie. Si possono ovviamente avere opinioni molto diverse rispetto alle decisioni assunte dalla precedente amministrazione, proprio per questo è sempre auspicabile che le scelte che legittimamente vengono fatte siano rivendicate e non nascoste dietro falsi obiettivi di correzioni tecniche o delle immancabili responsabilità delle amministrazioni precedenti. Vale per la delimitazione dell'area urbana che scientemente la mia amministrazione ha fatto e che l'attuale giunta ha ritenuto di allargare, in particolare per l'area di Padova est, sia su proprietà pubblica sia su quella di privati.
È dunque ben vero che nel breve periodo magari le bugie non vengono avvertite come tali, ma gli effetti di lungo periodo finiranno, come nel caso della discussione sulle grandi strutture di vendita, per penalizzare un tessuto economico e con esso la fondamentale struttura del commercio al dettaglio della città. Per questo la discussione va affrontata con rigore perché la partita in corso rischia di produrre danni rilevantissimi.
I fatti: i comuni, a seguito della legge regionale n. 50/2012 sono stati chiamati a definire, perimetrandolo, l'ambito urbano, indicando i criteri per l'inserimento delle grandi strutture di vendita al dettaglio.
Su questa base la mia amministrazione ha approvato un deliberazione (502/2013) con la quale apriva, come richiesto dalla Legge Regionale, i termini per la un'ampia partecipazione al processo programmatorio, ma allo stesso tempo sottolineava i criteri da sempre perseguiti:
la salvaguardia delle attività commerciali del centro storico e di vicinato presenti nei quartieri che costituiscono la nervatura fondamentale della nostra articolazione urbana, elemento strategico per mantenere vivo il tessuto evitando la trasformazione dei luoghi, già avvenuta in molte altre città, in quartieri dormitorio.
Si riportano le premesse alla deliberazione n. 502/2013
A seguito della pubblicazione sono state presentate venti osservazioni, prevalentemente da parte di operatori commerciali ai quali l'amministrazione da me guidata aveva controdedotto nel seguente modo  allegato_2a e allegato_2b

Dalle risposte date si evince lo spirito con cui si intendeva agire: consentire solo trasferimenti e solo in aree degradate senza toccare nuovi ambiti. Principio ribadito in modo chiaro affermando che il Piano conferma solo le grandi strutture Urbanistiche già previste dal PRG.

La nuova amministrazione, anziché concludere un procedimento già avviato (avrebbe potuto mantenere oppure modificare gli obiettivi e conseguentemente modificare le risposte ai 20 richiedenti) ha approvato una delibera con cui vengono riaperti i termini per la presentazione delle osservazioni, modificando contestualmente la perimetrazione del centro urbano con l'estensione a tutta l'area di Padova Est sia di proprietà del comune che dei privati (istituti bancari).

Di più, e questo è un aspetto che merita una particolare attenzione, la delibera introduce criteri apparentemente "predittivi" tanto da sembrare scritta immaginando già i soggetti cui si fa riferimento, criteri che sono destinati ad allargare, oltre alla maglia del perimetro dell'area urbana, anche e soprattutto la facoltà di trasformare medie strutture di vendita in grandi strutture.
Il testo della delibera approvata dalla giunta Bitonci così recita: delibera

Suscita particolare attenzione, per dirla in modo educato, il punto 2 in cui si parla di strutture "che abbiano già definito rapporti contrattuali con i proprietari delle aree dove richiedere una nuova grande struttura di vendita". Sembra trattarsi di una norma priva del requisito dell'universalità, ritagliata su situazioni note al richiedente che l'amministrazione avrebbe fatto proprie in via preventiva e costruito a tal proposito una norma ad hoc.
Nondimeno il punto 1 desta non poche preoccupazioni: sono infatti molte le realtà commerciali aventi l'opportunità di ampliare l'attività oltre i 2500 mq di superficie di vendita senza alterare le volumetrie e le superfici edilizie esistenti.
È del tutto evidente che con la nuova delibera vengono allargate a dismisura le possibilità della realizzazione di nuovi centri commerciali, con gli effetti che già si possono immaginare.
A dispetto di ciò che viene ogni giorno raccontato ai commercianti.
La propaganda è una cosa, gli atti parlano in modo incontrovertibile, al di là degli insulti con cui l'amministrazione è usa rispondere a chi solleva questioni delicate.

Ivo Rossi
Padova 29 ottobre 2014

Allegato 4 Cartografie

Allegato 5 Obiettivi del Piano delibera 502/2013

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