La malattia vascolare della città e le scelte di medici che ignorano la lezione dello studente padovano William Harvey

traffico 9 24Più di mille vuote o ridondanti parole, talvolta basta un’immagine per cogliere lo stato di salute della città e che cosa scorra nelle sue vene. E, come una TAC fatta ad un paziente, quell’immagine virtuale ti aiuta a comprendere la malattia che indebolisce un organismo complesso in cui vivono e lavorano centinaia di migliaia di persone. Se nel passato ci si affidava agli stregoni o agli esorcisti, nella medicina moderna quella ‘TAC’, che i nostri smartphone ci mettono a disposizione in continuo, è la condizione prima per fare la diagnosi necessaria per rimettere il corpo in equilibrio e in salute, per lavorare alla sua guarigione.
Guardando l’immagine screenshot scattata durante una mattinata qualsiasi, possiamo vedere esattamente ciò che accade ogni giorno, per più ore al giorno, scoprendo - per chi non si fosse mai interrogato o concentrato prima - che abbiamo un organismo profondamente squilibrato, con i suoi organi vitali sovracaricati e tutti concentrati nella stessa parte del corpo. Vediamo una quantità importante di trattini gialli scorrere in quelle vene stradali (che sembrano tracce di colesterolo a livelli elevati, primo segnale di rischio cardiovascolare serio), e un’infinità di trattini rossi, ovvero di parti stradali di quel corpo che hanno già subito un arresto della circolazione. Non di un organismo sano stiamo parlando, bensì di un corpo che ha bisogno di cure amorevoli da parte di medici che gli vogliano bene, che antepongano al tornaconto personale il benessere di una città sorridente.


Fuor di metafora, che però parlando di medicina, di scuola medica e di collocazione del nuovo ospedale, può aiutare a capire lo stato di salute della nostra città, l’immagine dei nostri spostamenti quotidiani rende plastica la concentrazione assoluta di funzioni primarie (industriali, commerciali, terziarie, sanitarie e universitarie) nel quadrante est-nord-est della città, concentrazione che comporta una mobilità di destinazione tutta rivolta verso lo stesso quadrante, con inevitabili e inestricabili problemi di congestione, inquinamento atmosferico, tempo di vita di migliaia di persone buttato via.
Come il giovane Harvey, che con le sue scoperte ha contribuito a rendere grande la nostra scuola medica, qualsiasi medico che voglia mettersi al capezzale della città, per immaginarne e progettarne il suo futuro fatto di salute, dovrebbe guardare a quelle arterie con la preoccupazione di chi avverte che quel corpo può collassare. Qualsiasi medico che abbia abbracciato la scienza e lasciato i riti esoterici, nell’immaginare la guarigione guarderebbe a quelle mappe come ad una sorta di trattato di anatomia indispensabile per disegnare la città futura e liberare quella attuale dalle malattie cardiovascolari che l’affliggono. Progettare il benessere e alleviare le sofferenze dovrebbe essere il primo assillo quotidiano, che nell’amministrare una città significa possedere un disegno, coltivarlo e tradurlo con scelte urbanistiche coerenti.
La scelta di collocare a est il nuovo ospedale e di sovraccaricare il vecchio, già oggi collocato nel posto più trafficato della città, oltre che figlia di una costosa duplicazione improbabile e incoerente, sembra fatta non da medici preoccupati della salute futura, ma da apprendisti preoccupati che le carte siano burocraticamente a posto e che tutti possano dire che la diagnosi giusta era proprio la loro. Che in un futuro prossimo il paziente possa morire o comunque vivere una condizione di perenne sofferenza, sembra preoccupare poco chi si accontenta che il medico concorrente non avesse avuto ragione.
Ma forse si può ancora fare qualcosa, basterebbe che i medici abbandonassero le loro beghe per tornare al letto del malato. Come nella migliore tradizione padovana, da Vesalio e Giovanni Battista da Monte in poi.
Ivo Rossi
Padova 23 febbraio 2018

Qui sotto: screenshot del traffico a Padova, mercoledì 21 febbraio 2018.

traffico 9 12

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mattino Harvey

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